Chi investe in macchinari 4.0 prima o poi si sente chiedere «la perizia», e cercando online trova due parole usate come sinonimi: asseverata e giurata. Non sono la stessa cosa. La risposta breve è questa: per gli investimenti di oggi serve la perizia asseverata; la perizia giurata era il documento richiesto dal vecchio iperammortamento del 2017-2019. Vediamo cosa cambia in pratica e in quali casi la differenza conta ancora.
Perizia asseverata e perizia giurata: la differenza che conta
Il contenuto tecnico dei due documenti è lo stesso: un tecnico abilitato verifica che il bene abbia le caratteristiche richieste dalla normativa e che sia interconnesso ai sistemi dell’azienda. Cambia la forma con cui il tecnico se ne assume la responsabilità.
- Perizia asseverata: il professionista attesta, sotto la propria responsabilità, che quanto scritto nella perizia è vero. La dichiarazione è sua e non richiede altri passaggi.
- Perizia giurata: alla stessa perizia si aggiunge un giuramento prestato davanti a un pubblico ufficiale, cioè un cancelliere di tribunale o del giudice di pace, oppure un notaio.
La confusione nasce dal fatto che la legge ha cambiato parola più volte negli anni, e molte pagine online sono rimaste ferme alla prima versione:
- Iperammortamento 2017-2019: perizia tecnica giurata, per i beni di costo superiore a 500.000 euro.
- Investimenti 2020: perizia tecnica semplice, per i beni di costo superiore a 300.000 euro.
- Credito d’imposta 4.0 (dal 2021) e Transizione 5.0: perizia asseverata, per i beni di costo unitario superiore a 300.000 euro; sotto questa soglia bastava una dichiarazione del legale rappresentante.
- Iperammortamento 2026-2028: perizia asseverata, per tutti i beni.
Quando serve la perizia asseverata
Serve per gli investimenti che vuoi agevolare oggi. Per il nuovo iperammortamento, che copre gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, il decreto attuativo del 7 maggio 2026 stabilisce che le caratteristiche tecniche dei beni e la loro interconnessione siano comprovate da perizie asseverate corredate di analisi tecniche. Le può rilasciare un ingegnere o un perito industriale iscritto all’albo; in alternativa vale l’attestazione di un ente di certificazione accreditato.
Il punto che sorprende molte imprese è che non c’è più una soglia di valore: il decreto non prevede l’autodichiarazione del legale rappresentante per i beni sotto i 300.000 euro, che invece era ammessa con il credito d’imposta 4.0. La perizia asseverata serve anche per il macchinario da 80.000 euro. Accanto alla perizia è richiesta una certificazione contabile rilasciata da un revisore legale. Il quadro ufficiale e i decreti sono sulla pagina del MIMIT dedicata al Nuovo Piano Transizione 5.0 – Iperammortamento.
Per gli investimenti degli anni precedenti, rientrati nel credito d’imposta 4.0 o in Transizione 5.0, vale la regola di allora: perizia asseverata obbligatoria sopra i 300.000 euro di costo unitario, dichiarazione del legale rappresentante sotto.
Prima ancora della perizia, conviene verificare che il bene rientri tra quelli agevolabili: trovi i criteri nell’articolo sui macchinari ammissibili all’iperammortamento 2026.
Quando serve la perizia giurata
Per gli incentivi 4.0 oggi in vigore, la perizia giurata non è richiesta. I casi in cui ha ancora un ruolo sono due.
- Beni entrati in funzione tra il 2017 e il 2019. Se un bene di costo superiore a 500.000 euro ha beneficiato del vecchio iperammortamento, in caso di controllo il documento da esibire è la perizia giurata acquisita all’epoca. Vale la regola in vigore al momento dell’investimento, non quella di oggi.
- Richieste diverse dall’incentivo fiscale. Un bando, una banca o una controversia possono chiedere espressamente una perizia giurata. In quel caso conta ciò che chiede il singolo interlocutore.
Far giurare una perizia che la legge chiede solo asseverata non aumenta il beneficio e non rimedia a un contenuto tecnico debole: aggiunge un passaggio in cancelleria e basta. Poiché le regole su soglie e forma sono cambiate quasi ogni anno, il riferimento resta sempre la normativa in vigore alla data dell’investimento.
Cosa succede se si sbaglia il tipo di perizia
Oggi il rischio non è scegliere tra asseverata e giurata, ma affidarsi a regole superate:
- fermarsi all’autodichiarazione, pensando che sotto i 300.000 euro basti ancora;
- presentare una relazione tecnica non asseverata, o firmata da un professionista non abilitato;
- avere una perizia formalmente corretta ma senza analisi tecnica, che il decreto richiede espressamente.
Le conseguenze sono concrete. I controlli sull’iperammortamento sono affidati al GSE, oltre a quelli ordinari dell’Agenzia delle Entrate, e il decreto prevede la decadenza totale o parziale dal beneficio quando manca un requisito o la documentazione è irregolare e non sanabile, con recupero degli importi maggiorato di interessi e sanzioni. Per questo conviene coinvolgere il tecnico prima di firmare l’ordine, e non a macchina già installata: è il momento in cui si possono ancora correggere specifiche, integrazione software e documentazione del fornitore.
Tempi e costi: cosa aspettarsi
Una perizia asseverata passa per quattro fasi: raccolta dei documenti (ordine, fatture, schede tecniche, dichiarazione CE), sopralluogo con verifica dell’interconnessione, redazione dell’analisi tecnica e della perizia, asseverazione. Non essendoci giuramento, non serve alcun appuntamento in tribunale.
Il tempo dipende soprattutto da un fattore: la perizia attesta l’interconnessione, quindi non si può chiudere finché il bene non scambia davvero dati con i sistemi aziendali. Se l’integrazione è pronta e i documenti sono in ordine, il lavoro è rapido; se manca qualcosa, la perizia aspetta l’impianto. Va inoltre pianificata in funzione delle comunicazioni da trasmettere al GSE.
Il costo varia con il numero di beni, la complessità della linea e lo stato della documentazione. Un listino valido per tutti non sarebbe serio: il preventivo si fa sul caso specifico.
Come richiedere la perizia giusta per il tuo investimento
Se stai pianificando un investimento o hai già un macchinario in consegna, il primo passo è capire quale documentazione ti serve e quando. Se all’iperammortamento vuoi affiancare la Nuova Sabatini, leggi anche la guida al cumulo tra Nuova Sabatini e iperammortamento 2026.
Non sei sicuro di quale perizia ti serve? Richiedi una valutazione del tuo caso: verifichiamo l’ammissibilità del bene e prepariamo la perizia asseverata per Industria 4.0 e Transizione 5.0.